Dopo essermi operata al ginocchio, ho temuto di non poter più tornare a fare “quelle” escursioni. Intendo quelle vere: impegnative, severe, che ti mettono alla prova e ti rimandano a casa con le gambe a pezzi, ma con la mente leggera e il cuore pieno di gratitudine.
Durante quel periodo, un luglio caldissimo in cui persino alzarsi dal letto senza sudare sembrava un’impresa, Riccardo — l’altro autore del blog — se n’è andato non una, ma ben due volte sulla cima più alta del Biellese. Così, quasi per smacco!
Chiunque può immaginare la mia invidia e la voglia di rivalsa. Mentre ero stesa sul divano con la gamba insalamata nel tutore e i punti che tiravano si è configurato nella mia mente un solo obiettivo: riprendermi, allenarmi duramente e salire sul monte Mars. Volevo dimostrare a me stessa che sarei tornata quella di prima e che non avrei dovuto accontentarmi per sempre di sentieri in falsopiano.
Poi la ripresa è durata talmente tanto che nel mezzo c’è stata una seconda operazione e senza nemmeno accorgermene sono passati 4 anni. Mi sono chiaramente dimenticata della promessa che avevo fatto alla me del passato con le stampelle e la “gamba-salsiccia”.
Finché un giorno qualunque, senza troppe premeditazioni, arriva la proposta inaspettata di Richi: “Andiamo sul Mars?”. E così ci siamo ritrovati di nuovo in cammino verso la cima più iconica delle nostre Alpi Biellesi.
Un’escursione che vale più della meta
Vi chiedo scusa per questa premessa personale, ma non volevo limitarmi a un freddo elenco di numeri, dislivelli e tempistiche (che trovate comunque qui sotto!). Per me questa escursione sul Monte Mars da Oropa ha rappresentato una piccola conquista. È uno dei motivi per cui amo la montagna: non è solo attività fisica, ma un insieme di emozioni.
In un precedente articolo, Riccardo vi ha già raccontato il suggestivo giro ad anello da Oropa al Monte Mars passando per il Rifugio Coda. Questa volta, però, siamo stati più cauti: abbiamo scelto di fare andata e ritorno lungo la via normale per contenere dislivello e chilometraggio.
Nota di attenzione: Ridurre la lunghezza non significa che sia una passeggiata semplice! L’escursione al Monte Mars per la via normale è riservata a escursionisti esperti e ben allenati (EE), con passo fermo, assenza di vertigini e una minima dimestichezza con la roccia per superare i tratti attrezzati con corde fisse.
16 Km
distanza totale
1.380 m
dislivello positivo
9 h 30 m
tempo totale
Segui il percorso
Consulta la mappa comodamente su Google Maps.
Il percorso
Per schematizzare l’itinerario, possiamo dividere l’ascesa in tre fasi principali:
- Da Oropa al Lago del Mucrone
- Dal Lago del Mucrone al Laghetto del Rosso
- L’ascesa finale alla vetta del Monte Mars
1. Da Oropa al Lago del Mucrone
La prima parte del percorso sfrutta il classico sentiero estivo che sale dal Santuario di Oropa. La salita è costante e permette di prendere il ritmo senza strappi eccessivi. Si passa prima nei pressi del Rifugio Savoia per poi raggiungere lo splendido catino glaciale del Lago del Mucrone. Qui si mettono in tasca i primi 700 metri di dislivello della giornata.



2. Dal Lago del Mucrone al Laghetto del Rosso
Oltrepassato il lago, si prosegue per un sentiero che non presenta difficoltà tecniche particolari, ma che sale in modo decisamente ripido e costante verso il Laghetto del Rosso.
In questa fase la fatica inizia a farsi sentire: camminiamo ormai da circa 2 ore e mezza, abbiamo accumulato quasi 1.000 metri di dislivello positivo e la meta sembra ancora lontana (mancano poco più di 2 km, ma saranno i più intensi!).



3. Rocce verso la vetta
È qui che l’escursione cambia radicalmente. Nell’ultimo tratto il verde scompare per lasciare il posto a un ambiente fatto di terra, sfasciumi e grandi blocchi di roccia.
La pendenza si impenna e le braccia diventano fondamentali per aiutarsi a salire tra un masso e l’altro. Il sentiero si stringe e diventa parecchio esposto.
Lungo il percorso si incontrano alcuni punti attrezzati con corde fisse: non si tratta di passaggi di arrampicata complessi o di una ferrata vera e propria, ma la verticalità e l’esposizione alzano notevolmente l’impegno richiesto.
La mia strategia? Abbassare il ritmo, respirare, procedere a passi brevi e costanti senza mai avere fretta.
Dopo circa 4 ore e mezza di cammino, la croce di vetta del Monte Mars (2.600 m) è finalmente sotto i nostri piedi! La vista a 360° da lassù è impagabile: spazia dalle valli biellesi alle grandi vette delle Alpi.



Per il rientro abbiamo seguito la stessa linea dell’andata fino al Lago del Mucrone. Da lì in poi, però, abbiamo scelto una piccola variazione per risparmiare le articolazioni: abbiamo imboccato lo storico sentiero Busancano, recentemente ripristinato.
Questa deviazione allunga leggermente lo sviluppo chilometrico, ma evita il fondo pietroso del sentiero estivo. Le mie ginocchia (e i miei piedi!) ringraziano ancora adesso per questa scelta.
I nostri consigli
Fonti d’acqua
Portate acqua in abbondanza fin dalla partenza. L’ultimo punto utile per ricaricare le borracce è nella zona del Lago del Mucrone; da lì in poi non troverete altre fonti d’acqua lungo la salita.
Stagionalità
Il periodo ideale è la stagione estiva, quando il percorso è sgombro da neve e ghiaccio, fattori che renderebbero i tratti esposti e le rocce estremamente pericolosi.
Difficoltà
Ci tengo a specificarlo con chiarezza: non è un’escursione adatta a chiunque. È riservata a escursionisti esperti e ben allenati, capaci di muoversi con sicurezza su corde fisse senza esitazioni.
Consiglio extra
È un’uscita entusiasmante che regala l’emozione unica di salire sulla vetta più alta del Biellese, ammirando ben due splendidi laghi alpini (Mucrone e Rosso) lungo il tragitto. Inoltre, le roccette e i passaggi con le corde fisse spezzano la monotonia della camminata classica, regalandoti quel pizzico di aderenza e concentrazione che rende la conquista ancora più bella.
GUARDATI INTORNO





