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Finalmente, dopo un periodo di tempo che a noi è sembrato infinito, possiamo tornare dalle nostre amate montagne. Inutile dire che ne abbiamo approfittato subito, e quale migliore occasione per riscoprire i sentieri biellesi vicino casa? Questa volta siamo stati all’Oasi Zegna e, partendo dal Bocchetto Sessera, abbiamo percorso il Giro del Bonom. Senza perdermi in chiacchiere qui sotto trovate la traccia gps del percorso e altre informazioni utili per chi volesse provare quest’escursione per la prima volta.

Località di partenza dell'itinerarioBocchetto Sessera (BI)- 1373 m
Località di arrivoCima del Bonom -1877 m
Tempo di percorrenza dell'itinerarioDurata totale: 3.30 h
Ascesa totale del sentieroAscesa: 770 m
Distanza totale del sentieroDistanza totale: 13 km

Il percorso

Come si può vedere dalla mappa, proprio davanti al ristorante del Bocchetto Sessera c’è un parcheggio in cui si può lasciare la macchina.
Imboccando l’ampio sentiero lasciamo la stupenda area panoramica sulla destra e saliamo verso sinistra inoltrandoci tra gli alberi. Devo dire che i sentieri dell’Oasi Zegna percorsi fino ad ora sono ben tenuti, ma soprattutto ben segnalati.

Il giro è composto da 4 tappe principali: si parte dal Bocchetto Sessera, si sale in cresta arrivando al Monticchio, da cui si procede sempre in cresta tra sali e scendi verso Pietra Forata, dopodiché arriviamo alla Cima Bonom, il punto più alto del tracciato, da cui si scende per raggiungere le Baite dell’Artignaga e ritornare al punto di partenza dalla strada bianca gippabile.
Lungo il tragitto troviamo diversi tipi di terreni ed è bello vedere come la natura cambi veste man mano che si sale. Al principio ci troviamo su un fondo terroso circondati da alberi. Arrivando su al Monticchio pini e abeti lasciano posto all’erba e a qualche arbusto; proseguendo poi verso Pietra Forata incontriamo sempre più rocce fino ad attraversare una vera e propria pietraia, che accompagna gli escursionisti fino alla Cima del Bonom insieme a tratti più terrosi.
Essendo un anello, una volta arrivati alla cima più alta proseguiamo ancora invece di tornare da dove siamo arrivati e scendiamo sempre tra pietre e terra fino ad incontrare le prime baite.

Tips

Difficoltà

Si tratta di un vero e proprio percorso escursionistico e richiede quindi una minima preparazione fisica dovendo camminare per oltre 3 ore. La prima salita mette subito in chiaro le cose, ma poi ti lascia tranquillo una volta arrivato in cresta con punti pianeggianti che permettono di godersi il panorama. Bisogna tuttavia fare attenzione ad alcuni tratti di pietraia abbastanza ripidi, sopratutto se c’è vento.

Esposizione

Camminare verso una cima implica, il più delle volte esposizione al sole e questo sentiero biellese non fa eccezione. Non ci sono molte zone ombreggiate dove ripararsi, ma ricordiamoci anche che questa vallata è famosa per essere spesso ricoperta dalle nuvole.

Attrezzatura

Mai dimenticare attrezzatura adatta. Noi abbiamo percorso questo itinerario in primavera e abbiamo preferito degli scarponcini da trekking bassi e leggeri per non patire troppo il caldo. Inoltre, mi sarebbe piaciuto portare i bastoncini per non affaticare le articolazioni durante la discesa dalla Cima Bonom.

Fonti d’acqua

Lungo il tragitto non ci sono fontane. Soprattutto d’estate è consigliabile portare da bere perché non ci sono molti punti all’ombra in cui ripararsi.

Spunti fotografici

C’è una ragione in particolare per cui il Giro del Bonom è uno dei sentieri biellesi più suggestivi: una volta saliti in cresta si vede un panorama stupendo sul territorio biellese, la Valle Cervo da una parte e la Valle Sessera dall’altra. Siamo tra i 1600 e 1800 m. circa, senza alberi lungo il sentiero, questo significa libertà del campo visivo, bellissime fotografie, ma anche ritornare a casa rossi come peperoni cotti al forno se non usiamo la protezione solare. In ogni caso, questo percorso si presta a scatti di tutto rispetto, nonostante sia spesso nuvoloso.

Ecco come siamo ripartiti dopo il lockdown. Ci auguriamo che tutto torni presto alla normalità per continuare ad esplorare anche in altre regioni, ma nel frattempo rimaniamo (ben volentieri) in Piemonte. Buone escursioni a tutti!

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