escursione al Resegone

Escursione con giro ad anello al Resegone verso Rifugio Azzoni e punta Cermenati

Vi raccontiamo la nostra escursione al Resegone, in Lombardia, che ci ha portato a raggiungere punta Cermenati e il Rifugio Azzoni da Versasio (Lecco). Dopo aver visto tante fotografie panoramiche scattate da questo luogo siamo rimasti incuriositi e abbiamo deciso di andarci di persona; beh, né è valsa davvero la pena. Contiamo di tornare in Lombardia per altre escursioni, ma per il momento ci portiamo questa nel cuore.
C’è da dire che non è un trekking per tutti, nulla di impossibile, ma è impegnativo ed è quindi necessario considerare la propria preparazione fisica prima di partire. Continuate a leggere per scoprire di più.

11,5 Km

distanza totale

1270 m

dislivello positivo

5:30 ore

tempo totale

Segui il percorso

Consulta la mappa comodamente su Google Maps.

Il percorso

L’escursione sul Resegone inizia dal parcheggio della funivia di Versasio (Lecco), a pagamento durante i giorni festivi (3€ circa per tutto il giorno). Da qui si notano subito le indicazioni che portano ad inoltrarci nel bosco in direzione Rifugio Azzoni. Stiamo seguendo il sentiero n.1, ma per raggiungere la nostra destinazione esistono altre opzioni, noterete infatti che la rete di sentieri è molto fitta. Qui il problema non è perdersi, perché è tutto ben segnalato, ma imboccare la strada giusta per evitare di ritrovarsi sul sentiero con la ferrata senza l’attrezzatura, ad esempio.

Dopo circa 50 minuti di cammino raggiungiamo il Rifugio Stoppani, ma proseguiamo senza soste perché siamo solo all’inizio della nostra escursione verso Punta Cermenati. Il sentiero si sviluppa inizialmente nel bosco, in salita, e ci porta su un pratone ripido con un fondo che diventa man mano sempre più roccioso, ma non tecnicamente difficile.


A due ore e mezza circa dalla partenza entriamo invece nell’ultimo tratto di sentiero che ci separa da Punta Cermenati, senz’altro il più impegnativo. Siamo saliti di circa 1.000 metri in soli 5,5 km e la stanchezza si fa sentire, ma proseguiamo cercando di mantenere un ritmo costante. Questo tratto roccioso è ripido, stretto e in alcuni punti è necessario arrampicarsi, senza dimenticarsi che è anche esposto. Insomma, non affrontate questa parte del percorso con leggerezza o disattenzione.
Dopo quasi 3 ore di cammino, tra una pausetta e l’altra per riprendere fiato, raggiungiamo il Rifugio Azzoni e poi saliamo ancora a Punta Cermenati. Da qui si vede il lago di Lecco dall’alto e lasciamo che siano gli scatti a descrivere la visuale.

Per tornare al punto di partenza e chiudere la nostra escursione ad anello sul Resegone potremmo percorrere la strada fatta all’andata, ma la discesa ripida tra le rocce dopo 1.200 metri di ascesa non sono poi così invitanti e decidiamo di continuare l’esplorazione tentando un giro ad anello (spoiler: che non è stato esattamente come ci immaginavamo). Scrivo “tentando” perché ci siamo lanciati nell’esplorazione, pensando che tutto fosse ben segnalato e che non sarebbe stato possibile perdere la traccia, ma non è stato proprio così. Dopo aver scelto di discendere la montagna dal lato opposto rispetto all’arrivo abbiamo inizialmente seguito la traccia per i Piani D’erna. La discesa è ripida ma il fondo terroso ci ha aiutati a proseguire con fluidità fino a tornare sul falsopiano e inoltrarci nel bosco in cui abbiamo perso per un momento la traccia. Cercare i segnavia o indicazioni tra gli alberi non è sempre facile, quindi ci siamo affidati all’orientamento e abbiamo proseguito verso la nostra meta fino a ritornare sul sentiero vero e proprio.

Durante questo tratto esplorativo ci siamo imbattuti in un punto attrezzato con corda per agevolare la discesa tra due rocce, nulla di difficoltoso, ma resta doveroso segnalarlo. Per farvi capire la semplicità di questo punto in discesa, il nostro cane è sceso, come al solito, meglio di noi.

Dopo due ore circa di discesa ci ritroviamo a camminare sulla strada gippabile che porta ai Piani D’erna. Qui prendiamo la funivia per risparmiarci l’ultimo chilometro e mezzo che ci separava dalla macchina, ma soprattutto i ben 650 metri di dislivello negativo.

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